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	<title>Natura e paesaggi Archivi - Territori Africa</title>
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	<description>Tour Operator specializzato viaggi in Africa</description>
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		<title>Trekking responsabile sul Kilimanjaro: cosa sapere prima di partire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[samuel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2025 08:14:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Natura e paesaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Tanzania news]]></category>
		<category><![CDATA[Trekking Africa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando pensiamo a scalare il Kilimanjaro, ci vengono in mente le foto spettacolari dalla vetta, i paesaggi che cambiano a ogni quota, la sfida fisica.Ma raramente ci chiediamo: chi ci lavora? Dove finiscono i rifiuti? Come sta la montagna, oggi? [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Quando pensiamo a scalare il Kilimanjaro, ci vengono in mente le foto spettacolari dalla vetta, i paesaggi che cambiano a ogni quota, la sfida fisica.<br>Ma raramente ci chiediamo: <strong>chi ci lavora? Dove finiscono i rifiuti? Come sta la montagna, oggi?</strong></p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Fare un trekking responsabile non è solo una bella idea: è il minimo che possiamo fare per <strong>non rovinare ciò che siamo andati a cercare</strong>.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Un po’ di contesto (e un bel po’ di problemi)</strong></p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Chi ha iniziato a salire il Kilimanjaro 20 anni fa racconta un’altra montagna:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-small-font-size">sentieri sporchi, pieni di rifiuti;</li>



<li class="has-small-font-size">portatori sfruttati, malpagati, malvestiti;</li>



<li class="has-small-font-size">ghiacciai in forte ritirata (e ancora oggi, in pericolo).</li>
</ul>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">La buona notizia è che <strong>molte cose stanno cambiando</strong>, grazie all’attenzione crescente e al lavoro di chi conosce davvero la montagna.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il ruolo di KPAP</strong></p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Il <strong>Kilimanjaro Porters Assistance Project (KPAP)</strong> è un’organizzazione che lavora per il benessere dei portatori. Aiuta a garantire che ricevano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-small-font-size"><strong>un salario equo</strong></li>



<li class="has-small-font-size"><strong>abbigliamento e attrezzatura adeguati</strong></li>



<li class="has-small-font-size"><strong>pasti regolari</strong></li>



<li class="has-small-font-size"><strong>carichi di peso sostenibili</strong></li>
</ul>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Quando prenoti il trekking, controlla che l’agenzia sia <strong>partner KPAP</strong>: è un buon segnale di serietà e rispetto per il lavoro delle persone.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Rifiuti e rispetto per l’ambiente</strong></p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Per quanto le condizioni siano migliorate, <strong>il problema dei rifiuti resta attuale</strong>.<br>L’ONG <strong>Leave No Trace (LNT)</strong> promuove buone pratiche per chi cammina in natura, come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-small-font-size"><strong>non lasciare tracce</strong></li>



<li class="has-small-font-size"><strong>riportare a valle tutti i rifiuti</strong></li>



<li class="has-small-font-size"><strong>rispettare la fauna e i percorsi</strong></li>
</ul>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Anche in questo caso, molti operatori adottano le linee guida LNT. Controlla se la tua agenzia li sostiene.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Emissioni di CO₂: come compensarle</strong></p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">I <strong>ghiacciai del Kilimanjaro continuano a ritirarsi</strong>. Per ridurre l’impatto ambientale del viaggio, alcuni operatori collaborano con <strong>Carbon Tanzania</strong>:<br>con una piccola somma (circa <strong>5 dollari</strong>), puoi <strong>compensare le emissioni</strong> generate dal trekking.<br>I fondi raccolti finanziano progetti di conservazione locale.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"> Alcune compagnie aeree offrono anche la possibilità di compensare le <strong>emissioni del volo</strong>.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Voci da chi il Kilimanjaro lo vive ogni giorno</strong><br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><strong><em>&#8220;Le persone più importanti sulla montagna sono i tuoi portatori e le tue guide – senza di loro non raggiungerai la vetta.”</em></strong><br>— <em>Sarah Kingdom, guida esperta</em></p>
</blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><strong><em>“La gestione dei rifiuti è migliorata negli ultimi anni, ma è fondamentale che ognuno rispetti la regola: quello che porti su, lo riporti giù.”</em></strong><br>— <em>Roheel Shah, Shah Tours &amp; Travel</em></p>
</blockquote>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Scalare il Kilimanjaro in modo responsabile significa fare scelte consapevoli: rispettare l’ambiente, sostenere i lavoratori locali e limitare il proprio impatto.<br>Conoscere questi aspetti prima di partire è fondamentale per affrontare il trekking con il giusto approccio.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Nella <strong>terza parte</strong> dell’articolo, vedremo invece <strong>come prepararsi alla salita</strong>, con indicazioni pratiche su allenamento, attrezzatura, percorsi consigliati e consigli da guide esperte.</p>
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		<title>KILIMANJARO: Molto più di una vetta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[samuel]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2025 16:57:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Natura e paesaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Tanzania news]]></category>
		<category><![CDATA[Trekking Africa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando pensiamo al Kilimanjaro, ci viene subito in mente la vetta: bianca, lontana, simbolica.Ma la verità è che quella cima è solo una piccola parte del viaggio. Il Kilimanjaro si vive passo dopo passo: nella nebbia della foresta, nel silenzio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Quando pensiamo al <strong>Kilimanjaro</strong>, ci viene subito in mente la vetta: bianca, lontana, simbolica.<br>Ma la verità è che quella cima è solo una piccola parte del viaggio.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Il Kilimanjaro si vive passo dopo passo: nella nebbia della foresta, nel silenzio dell’altopiano, nei sorrisi delle guide, nel respiro corto dell’ultima salita.<br>È una montagna che ti insegna tanto, anche se non arrivi in cima. Ti insegna ad andare piano, ad ascoltare, a rispettare.<br>In questo articolo vi portiamo in questo percorso — che non è solo geografico, ma anche umano.<br>Parleremo dei paesaggi che cambiano mentre sali, di come fare trekking in modo etico, e di tutto quello che abbiamo imparato o scoperto grazie a chi questa montagna la conosce davvero.<br><strong>Se stai pensando di andarci, o anche solo di sognarlo, sei nel posto giusto.</strong></p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-le-quattro-anime-del-kilimanjaro">Le Quattro Anime del Kilimanjaro</h2>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Scalare il Kilimanjaro significa attraversare quattro zone ecologiche ben distinte, ognuna con caratteristiche ambientali e climatiche specifiche. È un po’ come passare dall’equatore al Polo Nord in pochi giorni: le temperature, la vegetazione, gli animali e persino la disponibilità d’acqua cambiano man mano che si sale.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Foresta nuvolosa: (800m &#8211; 2800m)</strong></p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Questa è la prima zona che si attraversa, presente su tutti i percorsi. Ricopre i versanti inferiori della montagna ed è ricchissima di biodiversità, grazie al terreno vulcanico fertile, alla pioggia frequente e al sole tropicale.<br>Qui si trovano molte specie vegetali e animali. Nel 2016 è stato scoperto un mogano alto 81,5 metri — l’albero più alto mai registrato in Africa.<br>Tra gli animali presenti: leopardi, maiali selvatici, antilopi e due specie di scimmie comuni sul Kilimanjaro: la scimmia blu (dal pelo grigiastro) e il colobo dal mantello bianco e nero.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Brughiera d&#8217;altura (2800m &#8211; 4000m circa)</strong></p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Superata la linea degli alberi, si entra in una zona più aperta, dove le temperature notturne scendono spesso sotto lo zero.<br>Qui crescono felci, rododendri e piante più particolari, come la <strong>Lobelia deckenii</strong>, che si chiude di notte per trattenere il calore, e la <strong>Senecio kilimanjari</strong>, una pianta gigante simile a una palma.<br>La lobelia ha anche un rapporto mutualistico con il <strong>succiacapre di montagna</strong>: l’uccello è attratto dal calore e dagli insetti presenti nei fiori e, nutrendosene, aiuta anche l’impollinazione.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Deserto alpino (4000m &#8211; 5000m circa)</strong></p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Questa zona è arida, fredda e battuta dal vento. Le escursioni termiche sono forti tra il giorno e la notte, e l’aria è sempre più rarefatta.<br>La vegetazione è molto scarsa: resistono solo alcuni licheni, muschi ed erbe. L’alta radiazione UV e la mancanza d’acqua rendono difficile la sopravvivenza per la maggior parte delle specie.<br>Tuttavia, tra le rocce si trovano ancora alcuni insetti adattati come ragni e scarabei. Il paesaggio è spesso descritto come “lunare” o “alieno” per la sua desolazione.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Cima / Ghiacciai (5000m &#8211; 5895m)</strong></p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Questa è la zona più alta della montagna. Qui fa molto freddo, l’ossigeno è meno della metà rispetto al livello del mare e la temperatura può scendere ben sotto lo zero anche durante il giorno.<br>Si trovano ghiacciai permanenti — anche se in progressivo ritiro — e distese di rocce vulcaniche nere. La vita è quasi assente: solo alcuni licheni e microorganismi riescono a sopravvivere in queste condizioni estreme.<br>Nonostante tutto, la vista dalla vetta è spettacolare, con i ghiacciai che circondano il cratere e le immense pianure africane che si estendono ai piedi della montagna.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Salendo il Kilimanjaro si attraversano ambienti molto diversi tra loro, ognuno con caratteristiche uniche e fragili.<br>Conoscerli significa non solo prepararsi meglio, ma anche capire quanto sia delicato l’equilibrio naturale che rende questa montagna così speciale.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Ed è proprio da qui che nasce una domanda importante:<br><strong>come possiamo vivere questa esperienza straordinaria senza danneggiare ciò che rende il Kilimanjaro così prezioso?</strong></p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Nella prossima parte, vedremo cosa significa fare un trekking in modo responsabile, e quali scelte possono davvero fare la differenza — per la montagna, per chi ci lavora e per chi la vive.</p>



<div class="wp-block-advgb-button aligncenter"><a class="wp-block-advgb-button_link advgbbtn-8b9571f2-2cfb-4078-abf0-7c1354f5868e" href="https://territori.africa/tour/gruppo-kilimanjaro-machame-2025/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span>Viaggio di gruppo sul Kilimanjaro</span></a></div>
<style type="text/css" class="advgb-blocks-styles-renderer">.advgbbtn-8b9571f2-2cfb-4078-abf0-7c1354f5868e{font-size:18px;color:#fff !important;background-color:#ff6900 !important;margin:0px 0px 0px 0px !important;padding:10px 30px 10px 30px;border-width:1px !important;border-style:none;border-radius:50px !important;}.advgbbtn-8b9571f2-2cfb-4078-abf0-7c1354f5868e:hover{box-shadow:1px 1px 12px 0px #ccc;opacity:1;transition:all 0.2s ease;}.advgbbtn-8b9571f2-2cfb-4078-abf0-7c1354f5868e > i {display: none !important;}</style><p>L'articolo <a href="https://territori.africa/kilimanjaro-molto-piu-di-una-vetta/">KILIMANJARO: Molto più di una vetta</a> proviene da <a href="https://territori.africa">Territori Africa</a>.</p>
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		<title>Visto online Zimbabwe: Cosa devi sapere</title>
		<link>https://territori.africa/visto-zimbabwe/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[samuel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 13:17:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Natura e paesaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Victoria falls]]></category>
		<category><![CDATA[Zimbabwe news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per rendere più rapido e fluido il processo di immigrazione all’arrivo, il Dipartimento Immigrazione dello Zimbabwe ha introdotto la nuova piattaforma online per l&#8217;ottenimento del visto. Tutti i viaggiatori potranno quindi ottenere il visto in anticipo, scegliendo tra: Una volta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Per rendere più rapido e fluido il processo di immigrazione all’arrivo, il Dipartimento Immigrazione dello <strong>Zimbabwe</strong> ha introdotto la nuova <strong>piattaforma online per l&#8217;ottenimento del visto</strong>.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Tutti i viaggiatori potranno quindi ottenere il visto in anticipo, scegliendo tra:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-small-font-size">Visto Entrata Singola, costo 30 USD;</li>



<li class="has-small-font-size">Visto Entrata Doppia, costo 45 USD;</li>



<li class="has-small-font-size">Visto Multiplo Kazavisa, costo USD 50.</li>
</ul>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Una volta terminata la procedura ci sarà la possibilità di pagare online con carta di credito, oppure di terminare la procedura e pagare all&#8217;arrivo in contanti. Questa nuova procedura online sostituirà progressivamente la possibilità di visto all&#8217;arrivo, migliorando l’esperienza dei viaggiatori ai controlli di frontiera.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.evisa.gov.zw/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Clicca qui per accedere al portale del visto</a></strong></p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Per ulteriori chiarimenti o domande, vi invitiamo a contattarci.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-advgb-button aligncenter"><a class="wp-block-advgb-button_link advgbbtn-21629377-b8a6-46ab-9a4b-c57038f33561" href="https://territori.africa/destinazioni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span><strong>Scopri i nostri viaggi</strong></span></a></div>
<style type="text/css" class="advgb-blocks-styles-renderer">.advgbbtn-21629377-b8a6-46ab-9a4b-c57038f33561{font-size:18px;color:#fff !important;background-color:#ff6900 !important;margin:0px 0px 0px 0px !important;padding:10px 30px 10px 30px;border-width:1px !important;border-style:none;border-radius:50px !important;}.advgbbtn-21629377-b8a6-46ab-9a4b-c57038f33561:hover{box-shadow:1px 1px 12px 0px #ccc;opacity:1;transition:all 0.2s ease;}.advgbbtn-21629377-b8a6-46ab-9a4b-c57038f33561 > i {display: none !important;}</style>


<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>La Grande Migrazione &#8211; Serengeti e Masai Mara</title>
		<link>https://territori.africa/la-grande-migrazione-serengeti-e-masai-mara/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2024 17:26:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[kenya news]]></category>
		<category><![CDATA[Natura e paesaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Tanzania news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stai pensando a quale sia il periodo migliore per organizzare un bel safari in Tanzania? Per scegliere le date migliori, c’è un fenomeno unico al mondo che prima dovresti conoscere… La Grande Migrazione, conosciuta anche come wildebeests migration, è un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://territori.africa/la-grande-migrazione-serengeti-e-masai-mara/">La Grande Migrazione &#8211; Serengeti e Masai Mara</a> proviene da <a href="https://territori.africa">Territori Africa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Stai pensando a quale sia il periodo migliore per organizzare un bel safari in Tanzania? Per scegliere le date migliori, c’è un fenomeno unico al mondo che prima dovresti conoscere…</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Grande Migrazione, conosciuta anche come wildebeests migration, è un fenomeno migratorio di fama mondiale che consiste nello spostamento delle mandrie di animali erbivori come zebre, gazzelle e in particolare gli gnu. Nel 2013 è stata selezionata come una delle Sette Meraviglie Naturali dell’Africa. E’ un evento dinamico che fornisce esperienze diverse a seconda del periodo e della propria localizzazione durante il processo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La migrazione avviene periodicamente secondo il ciclo delle piogge, da nord a sud da Ottobre a Novembre, per poi risalire a ovest e tornare al nord da Aprile a Settembre. Percorre alcuni dei parchi più importanti della Tanzania per un totale di 500 km: dal Parco Nazionale del Serengeti alla Riserva Naturale Masai Mara (al confine col Kenya), proseguendo nell’Area di Conservazione di Ngorongoro per poi far ritorno al Serengeti.<br>Attraversando due nazioni, gli gnu si accoppiano e mettono al mondo i cuccioli. Tutto questo mentre lottano per la sopravvivenza tra predatori della savana sempre in agguato e le acque dei guadi infestate da coccodrilli.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-quando-andare">Quando andare?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">I periodi migliori per assistere allo spettacolo della Grande Migrazione sono:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>DICEMBRE – MARZO:</strong><br>Da Novembre la migrazione ha lasciato il Masai Mara, dirigendosi velocemente verso le pianure meridionali, seguendo i confini di Loliondo. Le piccole piogge provenienti da sud generano rigogliosi pascoli nelle pianure del Serengeti. Gennaio è il mese durante il quale avviene il picco annuale di nascite di zebre, mentre a Febbraio, nei pressi del lago Ndutu, nascono migliaia di cuccioli di gnu. Una volta svezzati, saranno pronti per unirsi alla transumanza alla ricerca di acqua e nuovi pascoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>APRILE &#8211; MAGGIO:</strong><br>Durante il mese di Aprile i cuccioli vengono svezzati e la migrazione si sposterà dalle savane di erba bassa del Serengeti meridionale e della Ngorongoro Conservation Area verso nord-ovest, dirigendosi nell’area centrale del parco Serengeti. Il percorso si estende dalle colline Naabi lungo il fiume Mbalageti, fino al fiume Grumeti. Si possono intravedere colonne chilometriche formate da centinaia di gnu.<br>Curiosità: in tutto il Serengeti centro-meridionale sono diffusi i Kopjes, piccole colline di granito modellate dal vento che offrono un’altitudine di diversi metri rispetto alla pianura e l’ombra garantita dalla vegetazione. Non a caso è il luogo di riposo preferito dai leoni: i più famosi sono Moru Kopjes, Masai Kopjes e Simba Kopjes (quest’ultimo sembra che sia stato l’ispirazione per Pride Rock nel film Disney “Il Re Leone”.)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MAGGIO – GIUGNO:</strong><br>Finita la stagione delle piogge, in questo periodo gli animali attraversano il fiume Grumeti, nella zona del Western Corridor (il Serengeti occidentale). Il fenomeno del passaggio delle mandrie nei guadi del fiume è tra gli spettacoli più famosi e cruenti: nelle acque, infatti, si nascondono coccodrilli affamati in attesa di catturare le loro prede.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>GIUGNO – SETTEMBRE:</strong><br>Durante questi mesi la migrazione prosegue verso nord (Bologonja) raggiungendo l’area controllata di Ikorongo, mentre un piccolo gruppo si reca nell’area del Lobo. A Settembre concludono il cammino passando per il fiume Mara, confinante con il Kenya, in cui enormi coccodrilli del Nilo attendono in agguato.<br>La concentrazione di leoni, ghepardi e iene può essere molto elevata in seguito alla migrazione delle gazzelle. Se si è fortunati, in un solo giorno si potrebbero avvistare decine di leoni e una dozzina di ghepardi!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>OTTOBRE:</strong><br>Gli gnu sostano nella Riserva del Masai Mara in Kenya, dove l&#8217;acqua è sempre disponibile. Al contrario, questo è il mese più secco per il Parco Nazionale del Serengeti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>NOVEMBRE:</strong><br>E’ ora di ripartire verso le nuove piogge che gli animali sentono arrivare da sud. Un particolare interessante di questo periodo è la fioritura degli “Alberi Fiamma”. E’ una pianta che grazie alla sua fioritura estiva si riempie di fiori campanulati color rosso molto intenso: per questo sembra davvero trasformare l’albero in una fiamma rivolta verso il cielo!</p>



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<p>L'articolo <a href="https://territori.africa/la-grande-migrazione-serengeti-e-masai-mara/">La Grande Migrazione &#8211; Serengeti e Masai Mara</a> proviene da <a href="https://territori.africa">Territori Africa</a>.</p>
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		<title>Uganda, i suoi Parchi e Laghi</title>
		<link>https://territori.africa/uganda-i-suoi-parchi-e-laghi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[samuel]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2024 14:13:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Natura e paesaggi]]></category>
		<category><![CDATA[uganda news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Uganda si trova in Africa centro-orientale, a cavallo dell’equatore, e grazie ad un clima favorevole con due stagioni distinte, una secca ed una delle piogge, con temperature gradevoli (mai al di sotto degli 8 gradi e raramente al di sopra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’Uganda si trova in Africa centro-orientale, a cavallo dell’equatore, e grazie ad un clima favorevole con due stagioni distinte, una secca ed una delle piogge, con temperature gradevoli (mai al di sotto degli 8 gradi e raramente al di sopra dei 29) offre un ecosistema meraviglioso. Questa Perla dell’Africa regala un occhio sulla natura come in un eden, ricco di habitat ed animali, diverso per altitudini con picchi e paludi, laghi e savane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un <strong>viaggio in Uganda</strong> vi offre una delle poche possibilità al mondo di poter incontrare i più grandi tra i primati. Bisogna ringraziare la generosità dei gorilla di montagna del Bwindi Impenetrable National Park se i visitatori possono avvicinarsi così tanto: soltanto un’ora di tempo passata assieme a loro donerà un ricordo indelebile.</p>



<div class="wp-block-advgb-button aligncenter"><a class="wp-block-advgb-button_link advgbbtn-57ca8a80-83b5-4437-9ff4-4a1b5c164c17" href="https://territori.africa/destinazioni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span><strong>Scopri i nostri viaggi</strong></span></a></div>
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<p class="wp-block-paragraph">Riepiloghiamo di seguito i numerosi <strong>Parchi Nazionali protetti ed i Laghi presenti in Uganda</strong>:</p>



<ul class="wp-block-advgb-summary advgb-toc alignnone"><li class="toc-level-2"><a href="#parco-nazionale-di-bwindi-d45cb9c8-bfb3-46fe-aef6-77665b327a51">Parco Nazionale di Bwindi</a></li><li class="toc-level-2"><a href="#parco-nazionale-di-kibale-ff42d5a7-9cae-492c-b873-ac2c65f6362f">Parco Nazionale di Kibale</a></li><li class="toc-level-2"><a href="#parco-nazionale-della-kidepo-valley-38b09285-bd91-4503-b9ed-763a369fbf36">Parco Nazionale della Kidepo Valley</a></li><li class="toc-level-2"><a href="#parco-nazionale-di-mgahinga-45eef193-623f-48b3-aeb8-1d8a62d81b9c">Parco Nazionale di Mgahinga</a></li><li class="toc-level-2"><a href="#parco-nazionale-del-monte-elgon-5a61c0c4-2244-423d-977a-f9d91771a9be">Parco Nazionale del Monte Elgon</a></li><li class="toc-level-2"><a href="#parco-nazionale-delle-cascate-murchison-86bdbdbe-b4f3-4414-85d1-566da59c7447">Parco Nazionale delle Cascate Murchison</a></li><li class="toc-level-2"><a href="#parco-nazionale-queen-elizabeth-a3b26402-fb42-4c83-b9e4-d2ce81a33d57">Parco Nazionale Queen Elizabeth</a></li><li class="toc-level-2"><a href="#parco-nazionale-dei-monti-rwenzori-9d8c3ce1-84fe-4cba-b89e-a028db5a5a13">Parco Nazionale dei Monti Rwenzori</a></li><li class="toc-level-2"><a href="#lago-vittoria-5471946d-852c-4202-bd94-26f71f0eb7af">Lago Vittoria</a></li><li class="toc-level-2"><a href="#laghi-edoardo-giorgio-e-alberto-055c865e-6de2-40f2-87f8-28f18c80611a">Laghi Edoardo, Giorgio e Alberto</a></li></ul>



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<h3 class="wp-block-heading" id="parco-nazionale-di-bwindi-d45cb9c8-bfb3-46fe-aef6-77665b327a51">Parco Nazionale di Bwindi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1994, si estende per 331 km² e si presenta come foresta tropicale ‘impenetrabile’ ed a tratti montuosa. Al suo interno resistono popolazioni di specie a rischio come il <strong>gorilla di montagna</strong>. Confinante con la Rift Valley presenta le stesse specie animali endemiche. In questa foresta pluviale si trovano 12 famiglie di gorilla di montagna, che rappresentano circa la metà della popolazione mondiale, ma soltanto 5 di loro sono state nel tempo abituate a ricevere la visita di noi umani. <strong><a href="https://territori.africa/i-gorilla-di-montagna-delluganda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leggi l&#8217;articolo dedicato al Gorilla trekking</a></strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="parco-nazionale-di-kibale-ff42d5a7-9cae-492c-b873-ac2c65f6362f">Parco Nazionale di Kibale</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Costituito da un’area di circa 560 km² vi si trovano diversi habitat quali foresta pluviale, paludi e praterie e per questo è fondamentale tra l’altro per l’eccezionale presenza di diversi uccelli. Confinante con il Parco Queen Elizabeth entrambi sono una delle principali mete turistiche da visitare. La particolarità di questo parco è la presenza di 13 specie di primati tra cui il <strong>colobo bianco e nero, il babbuino verde, il colobo rosso dell’Uganda e lo scimpanzè</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="parco-nazionale-della-kidepo-valley-38b09285-bd91-4503-b9ed-763a369fbf36">Parco Nazionale della Kidepo Valley</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Trovandosi a nord-est si estende per circa 1440 km² e si presenta come savana con altitudini tra i 900 ed i 2750 mt. dove è possibile avvistare diversi mammiferi tra cui bufali, leoni, zebre, struzzi, elefanti, il ghepardo ma anche sciacalli antilopi, orici e Kudu. Meno conosciuto a livello turistico e più difficile da raggiungere offre un ecosistema vario per i game safari. Altra particolarità, qui si possono vedere le <strong>giraffe di Rothschild</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="parco-nazionale-di-mgahinga-45eef193-623f-48b3-aeb8-1d8a62d81b9c">Parco Nazionale di Mgahinga</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Lo slogan di questo parco è “Where Gold Meets Silver” che sta a significare che al suo interno si trovano sia i <strong>Gorilla di Montagna</strong> (il cui maschio dominante è il famoso Silverback) sia le <strong>Golden Monkeys</strong>, un particolare tipo di scimmie endemiche di questo luogo. Nella zona si trovano tre grandi vulcani, uno dei quali, il Gahinga, da il nome al parco.</p>



<div class="wp-block-advgb-images-slider advgb-images-slider-block advg-images-slider-c636a8ab-4539-4833-8378-a429ab2d4bb9"><div class="advgb-images-slider" dir="ltr"><div class="advgb-image-slider-item"><img decoding="async" src="https://territori.africa/wp-content/uploads/2024/01/sm-mgahinga-plate.jpg" class="advgb-image-slider-img" alt="sm mgahinga plate" style="width:100%;height:auto"/><div class="advgb-image-slider-item-info" style="justify-content:center;align-items:center"></div></div><div class="advgb-image-slider-item"><img decoding="async" src="https://territori.africa/wp-content/uploads/2020/03/sm-golden-monkeys-mgahinga.jpg" class="advgb-image-slider-img" alt="sm golden monkeys mgahinga" style="width:100%;height:auto"/><div class="advgb-image-slider-item-info" style="justify-content:center;align-items:center"></div></div><div class="advgb-image-slider-item"><img decoding="async" src="https://territori.africa/wp-content/uploads/2020/03/sm-mgahinga-trekking.jpg" class="advgb-image-slider-img" alt="sm mgahinga trekking" style="width:100%;height:auto"/><div class="advgb-image-slider-item-info" style="justify-content:center;align-items:center"></div></div><div class="advgb-image-slider-item"><img decoding="async" src="https://territori.africa/wp-content/uploads/2020/03/sm-silverback-uganda.jpg" class="advgb-image-slider-img" alt="sm silverback uganda" style="width:100%;height:auto"/><div class="advgb-image-slider-item-info" style="justify-content:center;align-items:center"></div></div></div></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="parco-nazionale-del-monte-elgon-5a61c0c4-2244-423d-977a-f9d91771a9be">Parco Nazionale del Monte Elgon</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Questo si trova al confine con il Kenya e nella parte Ugandese occupa un’area di circa 1110 km². Il monte Elgon, vulcano spento raggiunge ai bordi del cratere i 4320 mt ed offre habitat diversi tra montano fino a zona alpina con piante endemiche del posto. Il parco contiene diverse specie di mammiferi inclusi leopardi ed elefanti e permette senza attrezzatura tecnica di raggiungere a piedi le principali cime del monte Elgon.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="parco-nazionale-delle-cascate-murchison-86bdbdbe-b4f3-4414-85d1-566da59c7447">Parco Nazionale delle Cascate Murchison</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Con una superficie di circa 3880 km² è la più grande area protetta istituita in Uganda e vi si trovano leoni, bufali, elefanti ed antilopi. In questo parco il fiume Nilo si getta con un dislivello di 43 metri nel lago Alberto formado le <strong>cascate</strong> da cui il parco prende il nome. Il fiume a valle delle cascate è ricco di <strong>coccodrilli del Nilo</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="parco-nazionale-queen-elizabeth-a3b26402-fb42-4c83-b9e4-d2ce81a33d57">Parco Nazionale Queen Elizabeth</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il Parco Nazionale istituito nel 1952 occupa un’area di 1978 km² e presenta quasi 100 specie di mammiferi (tra cui tutti i Big Five) e oltre 600 specie di uccelli. Qui si può scorgere la <strong>gru pavonina o gru coronata, uccello nazionale in Uganda</strong>. Nella sezione del parco chiamata <strong>Ihaha</strong> si trovano i <strong>leoni arrampicatori</strong> oltre ai vari martin pescatori, aquile pescatrici e aironi golia.</p>



<div class="wp-block-advgb-images-slider advgb-images-slider-block advg-images-slider-983341b6-f069-41e9-9f21-2163b7e21d32"><div class="advgb-images-slider" dir="ltr"><div class="advgb-image-slider-item"><img decoding="async" src="https://territori.africa/wp-content/uploads/2024/07/sm-climbing-lions-ishasha.jpg" class="advgb-image-slider-img" alt="sm climbing lions ishasha" style="width:100%;height:auto"/><div class="advgb-image-slider-item-info" style="justify-content:center;align-items:center"></div></div><div class="advgb-image-slider-item"><img decoding="async" src="https://territori.africa/wp-content/uploads/2024/01/sm-hippos-lake-mburo.jpg" class="advgb-image-slider-img" alt="sm hippos lake mburo" style="width:100%;height:auto"/><div class="advgb-image-slider-item-info" style="justify-content:center;align-items:center"></div></div><div class="advgb-image-slider-item"><img decoding="async" src="https://territori.africa/wp-content/uploads/2020/03/sm-gorilla-tracking-picture.jpg" class="advgb-image-slider-img" alt="sm gorilla tracking picture" style="width:100%;height:auto"/><div class="advgb-image-slider-item-info" style="justify-content:center;align-items:center"></div></div><div class="advgb-image-slider-item"><img decoding="async" src="https://territori.africa/wp-content/uploads/2024/07/sm-uganda-scimpanze.jpg" class="advgb-image-slider-img" alt="sm uganda scimpanze" style="width:100%;height:auto"/><div class="advgb-image-slider-item-info" style="justify-content:center;align-items:center"></div></div></div></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="parco-nazionale-dei-monti-rwenzori-9d8c3ce1-84fe-4cba-b89e-a028db5a5a13">Parco Nazionale dei Monti Rwenzori</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO ospita numerose cascate, laghi e ghiacciai. Vi si trovano <strong>elefanti di foresta</strong>, <strong>scimpanzé</strong>, procavie, turachi del Ruwenzori ed altre. In questa catena montuosa si trova la cima più alta dell’Uganda, il <strong>Margherita Peak</strong> ad un’altitudine di 5.109 metri, che rappresenta anche la terza cima più alta dell’Africa.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="lago-vittoria-5471946d-852c-4202-bd94-26f71f0eb7af">Lago Vittoria</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il lago Vittoria occupa una superficie di 68.870 km² ed è il più grande lago del continente africano. Il lago si trova in Uganda per il 45% del suo spazio, il restante per la maggior parte in Tanzania ed una piccola parte in Kenya (6%). L’emissario unico di questo lago è il fiume <strong>Nilo Bianco</strong>, affluente del Nilo. All’interno del lago vi sono circa 3000 isole, alcune popolate come l’isola Migingo.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="laghi-edoardo-giorgio-e-alberto-055c865e-6de2-40f2-87f8-28f18c80611a">Laghi Edoardo, Giorgio e Alberto</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il lago Vittoria questi tre laghi sono i più famosi dell’Uganda. Il lago Edoardo, chiamato così in onore di Alberto Edoardo principe di Galles, occupa una superficie di 2.150 km². Il Lago Giorgio, chiamato così in onore del principe Giorgio occupa una superficie di 250 km² ed è molto pescoso. Questi due laghi sono collegati tramite il <strong>canale di Kazinga</strong>, dove è possibile anche fare dei bellissimi safari in barca.<br>Il lago Alberto è il settimo per dimensioni in Africa con una superficie di 5.400 km²; deve il suo nome all’esploratore inglese Samuel Baker che gli diede il nome in onore di Principe Alberto di Sassonia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri laghi da menzionare sono il lago Kyoga, lago Bunyonyi e lago Mutanda.</p>
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		<title>L&#8217;arcipelago di Bazaruto</title>
		<link>https://territori.africa/larcipelago-di-bazaruto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2024 16:21:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Mozambico news]]></category>
		<category><![CDATA[Natura e paesaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A circa 20 Km dalla costa del Mozambico, al largo della città di Vilanculos, si trova l’arcipelago di Bazaruto che è composto da cinque isole: in ordine di grandezza dalla più grande alla più piccola abbiamo l&#8217;isola di Bazaurto, Benguerra, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A circa 20 Km dalla costa del <strong>Mozambico</strong>, al largo della città di Vilanculos, si trova l’<strong>arcipelago di Bazaruto</strong> che è composto da cinque isole: in ordine di grandezza dalla più grande alla più piccola abbiamo l&#8217;isola di Bazaurto, Benguerra, Magaruque, Banguè e Santa Caterina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una corrente di acqua calda favorisce la crescita della barriera corallina e fa diventare questi mari un habitat ideale per tante specie di pesci come squali, mante, squali balena ed anche cetacei come delfini e balene. La ricchezza di queste acque la loro biodiversità hanno portato il governo del Mozambico nell&#8217;anno 2000 ha dichiarare l&#8217;arcipelago Parco Nazionale (<strong>Parque Nacional do Bazaruto</strong>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il clima di questo arcipelago è caldo tutto l’anno con i mesi di luglio, agosto e settembre a registrare le temperature più fresche che non superano i 27°C.&nbsp; I mesi delle piogge sono dicembre, gennaio e febbraio, da tenere comunque in considerazione che la temperatura dell’oceano non scende mai sotto i 24°C.</p>



<div class="wp-block-advgb-button aligncenter"><a class="wp-block-advgb-button_link advgbbtn-fec2f236-b49a-47b0-a339-2e665d039088" href="https://territori.africa/destinazioni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span><strong>Scopri i nostri viaggi</strong></span></a></div>
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<p class="wp-block-paragraph">A livello turistico sono coinvolti anche gli abitanti delle isole che sono per la maggior parte pescatori ma che un progetto di conservazione e rivalutazione li vede occupati nell’accoglienza. Persone da tutto il mondo si recano qui per la pesca sportiva, le immersioni e lo snorkeling per ammirare questa ricca diversità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; possibile raggiungere le isole via mare o via aerea, diversi operatori organizzano i <strong>trasferimenti in barca veloce, elicottero o aerei ultraleggeri</strong>. Nel caso di pernottamento sulla costa, il <strong><a href="https://territori.africa/tour/vilanculos-beach-lodge/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vilanculos Beach Lodge</a></strong> organizza escursioni giornaliere sulle isole dell&#8217;arcipelago per snorkeling o immersioni. Altre attività da segnalare sono l’equitazione, escursioni in fuoristrada ed innumerevoli sport acquatici ed in ultimo la cucina locale basata sul pesce fresco pescato dalle comunità di pesca locali che permette di mantenere intatta la sussistenza di tradizioni del popolo Mozambicano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tipica imbarcazione della costa orientale africana è il &#8220;dhow&#8221;: con una vela triangolare e la sua leggerezza è sicuramente uno dei simboli riconoscibili delle popolazioni locali e dei suoi pescatori e navigatori odierni come del passato. La parola &#8220;dhow&#8221; deriva dal termine swahili daw che indica per l&#8217;appunto questo tipo di imbarcazioni arabe a vela triangolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pernottamento presso le isole dell&#8217;<strong>arcipelago di Bazaruto</strong> è una esperienza nell’insieme naturalistica e lussuosa. Il Parco Nazionale consente che vi siano solo alcune strutture ad ospitare i turisti sulle isole che in una chiave di basso impatto architettonico e ambientale rendono il soggiorno una lussuosa vacanza. Alcune strutture offrono trasferimenti via aerea con pista d’atterraggio privata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vi segnaliamo a tal proposito lo <a href="https://territori.africa/tour/zenguelemo-lodge/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Zenguelmo Lodge</strong></a> nella baia di Indigo che offre Il villaggio “Castaway” consistente in 11 stanze costruite su strutture in legno, con pareti in tenda e tetto in majeka (paglia locale) ed è ideale per chi vuole stare sull&#8217;<strong>isola di Bazaruto</strong>, senza spendere troppo.&nbsp;Un’altra proposta di soggiorno di lusso integrata alla perfezione con la natura circostante è l&#8217;<a href="https://territori.africa/tour/anantara-bazaruto-island-resort/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Anantara Bazaruto Island Resort</strong></a> con 30 chalet dotati di accesso alla spiaggia, di 1 chalet luna di miele e 12 ville luxury, 1 suite e una villa Presidenziale.</p>
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		<title>Quando andare in Botswana</title>
		<link>https://territori.africa/quando-andare-in-botswana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[elia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2024 16:32:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Botswana News]]></category>
		<category><![CDATA[Natura e paesaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se ti stai chiedendo qual&#8217;è il periodo migliore per andare il Botswana, questo articolo faciliterà la tua decisione. In linea generale il Botswana vale la pena di essere in ogni periodo dell&#8217;anno, ma da certi punti di vista ogni mese [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Se ti stai chiedendo <strong>qual&#8217;è il periodo migliore per andare il Botswana</strong>, questo articolo faciliterà la tua decisione. In linea generale il Botswana vale la pena di essere in ogni periodo dell&#8217;anno, ma da certi punti di vista ogni mese è migliore di altri. Se stai programmando un <strong>viaggio in Botswana</strong>, scopri con noi il <strong>periodo migliore</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda i prezzi, l&#8217;anno solare può essere suddiviso in tre stagionalità:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Bassa stagione</strong>: da Dicembre a Marzo<br><strong>Media stagione</strong>: Novembre e Aprile<br><strong>Alta stagione</strong>: da Maggio a Ottobre</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Bassa stagione è quando il clima è più torrido e coincide con il periodo delle piogge. Molte piste sono impraticabili e ci sono pochi turisti. Nella Central Kalahari Game Reserve piove poco e per questo parco è Alta stagione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I mesi di Media stagione sono buoni, con meno turisti e ottime opportunità per vedere gli animali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Alta stagione è quella più secca, con giornate miti e cieli tersi. E&#8217; il periodo migliore per osservare gli animali, dato che si radunano nelle vicinanze delle pozze d&#8217;acqua e dei fiumi.</p>



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<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo ora le peculiarità mese per mese, così potrai capire <strong>quando andare in Botswana</strong> ed il <strong>periodo migliore</strong> in base alle stagioni e ai tuoi interessi.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-gennaio">GENNAIO</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo un picco nel periodo tra Natale e Capodanno (quando anche i prezzi sono molto alti), Gennaio è un mese generalmente tranquillo con pochi turisti. Nei parchi del nord c&#8217;è buona probabilità di forti piogge, con clima molto caldo e umido. Il livello dell&#8217;acqua nel Delta dell&#8217;Okavango è ancora basso, ma la vegetazione è molto verde e gli animali sono sparsi in tutto il territorio dei parchi. Inizia a piovere nelle pans e le depressioni iniziano a riempirsi e ad attrarre numerosi animali, soprattutto uccelli.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-febbraio">FEBBRAIO</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Climaticamente è molto simile a Gennaio, con giornate calde, notti miti e sporadiche forti piogge, che generalmente diminuiscono verso la fine del mese. Il livello del Delta è ancora basso, ma molte piste con fondo argilloso sono impraticabili. Lo stesso vale per le Makgadikgadi e Nxai pans, dove può essere anche pericoloso avventurarsi a causa delle condizioni stradali. Molti animali in questo periodo si spostano dal nord del Chobe all&#8217;area di Savuti, e i costi dei voli per questa zona diventano alti.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-marzo">MARZO</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le piogge non sono ancora finite ma le temperature inziano leggermente a scendere. L&#8217;Okavango panhandle, cioè la parte a monte del delta vicino al confine con la Namibia, è in piena e spesso l&#8217;acqua straripa nelle praterie limitrofe. E&#8217; il periodo migliore per il bird-watching in questa zona. Si riesce a vedere il colore verde in qualche ciuffo d&#8217;erba del Kalahari, mentre nelle pans la migrazione delle zebre si trova a est.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-aprile">APRILE</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le piogge sono alla fine, il clima è più piacevole, ma i turisti sono ancora pochi e i prezzi sono ancora di bassa stagione. La piena delle acque dell&#8217;Okavango dalla panhandle inizia a scorrere nei rami del delta vero e proprio. L&#8217;acqua inizia a scarseggiare nella parte sud del Chobe ed è più facile avvistare gli animali nei pressi di pozze e fiumi. L&#8217;acqua nelle pans si è prosciugata e le zebre iniziano il viaggio di ritorno verso ovest.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-maggio">MAGGIO</h3>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; il primo dei mesi di alta stagione, quando i cieli sono limpidi e le temperature miti, ed è in genere un buon mese per viaggiare. Le disponibilità nei lodge è ancora buona, dato che il numero di turisti non è ancora al massimo. Nel Kalahari e nelle pans le notti diventano fredde, mentre nel nord del Paese le temperature sono ancora tiepide. Il delta comincia ad essere inondato e l&#8217;acqua inizia a salire. E&#8217; un&#8217;ottimo periodo per i sorvoli in elicottero o aereo, con vegetazione verde e tanta acqua. Maggio è il mese degli amori per la maggior parte delle antilopi, quando i maschi delle specie lottano tra di loro per la conquista delle femmine.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-giugno">GIUGNO</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La stagione secca si è stabilizzata, con condizioni climatiche favorevoli e ottime opportunità di avvistamenti. Le zebre nelle pans hanno migrato fino a est e si possono facilmente avvistare in questa zona. A seconda degli anni e della quantità di precipitazioni, l&#8217;acqua del delta può arrivare in giugno fino a scorrere nel fiume Boteti (a sud-est di Maun) e nel Selinda Spillway (il canale naturale che arriva fino a Linyanti, nel nord-est del Paese). Gran parte degli animali, ma soprattutto gli elefanti, iniziano a dimorare presso il fiume Chobe, nel nord del parco.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-luglio">LUGLIO</h3>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; iniziata la vera e propria alta stagione e le strutture ricettive sono al completo nei parchi. Le temperature sono tiepide durante il giorno ma fredde di notte, soprattutto nel Kalahari. Le pans si sono completamente prosciugate ed è possibile attraversarle in sicurezza, mentre le acque del delta sono alte. A Savuti e nel sud del Chobe l&#8217;unica acqua rimasta si trova solo in alcune pozze, anche se in quantità ancora abbondante. Molti uccelli migratori hanno lasciato il Paese per dirigersi in zone più calde.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure data-wp-context="{&quot;imageId&quot;:&quot;6a870c16ec3ef&quot;}" data-wp-interactive="core/image" data-wp-key="6a870c16ec3ef" class="aligncenter size-medium wp-lightbox-container"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="300" height="200" data-wp-class--hide="state.isContentHidden" data-wp-class--show="state.isContentVisible" data-wp-init="callbacks.setButtonStyles" data-wp-on--click="actions.showLightbox" data-wp-on--load="callbacks.setButtonStyles" data-wp-on--pointerdown="actions.preloadImage" data-wp-on--pointerenter="actions.preloadImageWithDelay" data-wp-on--pointerleave="actions.cancelPreload" data-wp-on-window--resize="callbacks.setButtonStyles" src="https://territori.africa/wp-content/uploads/2024/05/sm-quando-andare-botswana-300x200.jpg" alt="sm quando andare botswana" class="wp-image-13353"/><button
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</div>


<h3 class="wp-block-heading" id="h-agosto">AGOSTO</h3>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; il mese di maggior affollamento di turisti stranieri, i prezzi sono alle stelle e le disponibilità ricettive sempre al completo. La prenotazione per viaggiare in Luglio e Agosto va fatta con largo anticipo, anche un anno prima. Climaticamente il periodo è tra i migliori, piena stagione secca con ottime opportunità fotografiche in tutti i parchi. Le temperature sono buone di giorno, ma di notte possono scendere sotto lo zero. Nelle pans invece le temperature sono molto alte e creano miraggi all&#8217;orizzonte.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-settembre">SETTEMBRE</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le temperature iniziano a salire, ma la stagione è ancora secca e l&#8217;affluenza turistica ancora molto alta. Il Delta è al massimo livello ed è l&#8217;unica fonte di vita a Moremi: l&#8217;acqua qui è presente tutto l&#8217;anno, in questo periodo grazie al delta, poi grazie alle piogge. Il fiume Chobe è invece l&#8217;unico a fornire acqua nel nord del parco e gli animali in questo periodo si trovano nei pressi del fiume. A Savuti si inizia a soffrire la sete.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-ottobre">OTTOBRE</h3>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; il mese più caldo dell&#8217;anno, specialmente nel delta e al nord del Paese, la pioggia è alle porte ma il clima è ancora secco. Il delta inizia a ritirarsi e le sue acque a evaporare e scomparire. Gli animali a Savuti soffrono la sete e spesso si vedono elefanti lottare per l&#8217;acqua alle pozze. Il fiume Chobe è l&#8217;unica risorsa d&#8217;acqua rimasta al nord e gli animali di questo parco si trovano quasi tutti vicini alle sue sponde. </p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-novembre">NOVEMBRE</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Con le prime piogge l&#8217;alta stagione è finita e le strutture ricettive tornano ad avere posti liberi. Alcune di loro approfittano di questo periodo per le ristrutturazioni. Il clima è ancora caldo ma meno rispetto a Ottobre. Alcune piste nei parchi con le piogge iniziano ad essere difficoltose. Gli amanti del bird-watching  apprezzano questo mese dato che il cielo è pieno di uccelli migratori.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-dicembre">DICEMBRE</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo nel pieno delle piogge ed è bassa stagione nel Delta, ma alta nel Kalahari. Piove anche negli altopiani dell&#8217;Angola, dove nasce il fiume Okavango che viene alimentato da queste piogge. Finalmente le pozze a Savuti si sono nuovamente riempite e la savana si dipinge di verde. Dicembre è un mese con pochi turisti, fatta eccezione per il periodo tra Natale e Capodanno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Il Delta dell&#8217;Okavango</title>
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		<dc:creator><![CDATA[elia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2024 10:35:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Botswana News]]></category>
		<category><![CDATA[Natura e paesaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è un luogo in Botswana dove l&#8217;acqua trasforma il deserto in un&#8217;oasi di straordinaria bellezza. Uno spettacolo unico al mondo, dove vivono gli animali iconici dell&#8217;Africa. Questo è il Delta dell&#8217;Okavango, il fiume che non raggiunge mai l’oceano ma che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è un luogo in <strong>Botswana</strong> dove l&#8217;acqua trasforma il deserto in un&#8217;oasi di straordinaria bellezza. Uno spettacolo unico al mondo, dove vivono gli animali iconici dell&#8217;Africa. Questo è il <strong>Delta dell&#8217;Okavango</strong>, il fiume che non raggiunge mai l’oceano ma che trasforma uno dei più vasti deserti africani in un mondo acquatico paradisiaco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>fiume Okavango</strong> nasce sull&#8217;altopiano dell&#8217;Angola e scorre verso sudest per 1600 km trasportando 10 miliardi di metri cubi di acqua. Alimentato dalle piogge di Ottobre in Angola, il fiume attraversa il confine tra Namibia e Botswana a Dicembre e soltanto in Luglio raggiunge un&#8217;antica pianura alluvionale dove si estende in una formazione a delta: un lussureggiante deserto acquatico con papiri, canneti poco profondi e pianure alluvionali, punteggiate da isole e intrecciate da una rete di canali e lagune.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Servono altri due mesi alle acque del Delta per raggiungere la città di Maun, dove poi esaurisce il suo corso. Il ritmo lento e tortuoso del fiume negli ultimi 450 km ha un dislivello negativo di soli 60 metri. Il fatto che il fiume scorre praticamente in pianura, la fitta vegetazione che rallenta il movimento dell’acqua, il filtraggio nel terreno e l’evaporazione sono le cause per cui le acque pian piano scompaiono tra le sabbie del Kalahari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’area del delta si espande fino a oltre 16.000 km² durante l&#8217;inondazione stagionale, e si riduce a circa 9.000 km² nel periodo di acqua bassa. Circa 150 mila persone vivono nell&#8217;area del <strong>Delta dell’Okavango</strong>, in comunità di piccoli villaggi e i loro mezzi di sussistenza sono strettamente intrecciati con le risorse naturali disponibili grazie alle acque.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure data-wp-context="{&quot;imageId&quot;:&quot;6a870c16ee3ee&quot;}" data-wp-interactive="core/image" data-wp-key="6a870c16ee3ee" class="aligncenter size-medium wp-lightbox-container"><img decoding="async" width="300" height="200" data-wp-class--hide="state.isContentHidden" data-wp-class--show="state.isContentVisible" data-wp-init="callbacks.setButtonStyles" data-wp-on--click="actions.showLightbox" data-wp-on--load="callbacks.setButtonStyles" data-wp-on--pointerdown="actions.preloadImage" data-wp-on--pointerenter="actions.preloadImageWithDelay" data-wp-on--pointerleave="actions.cancelPreload" data-wp-on-window--resize="callbacks.setButtonStyles" src="https://territori.africa/wp-content/uploads/2024/04/sm-delta-okavango-elephants-from-top-300x200.jpg" alt="sm delta okavango elephants from top" class="wp-image-13320"/><button
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<p class="wp-block-paragraph">Poichè il <strong>Delta dell&#8217;Okavango</strong> è sempre dotato di una certa quantità d&#8217;acqua, molti lodge offrono attività acquatiche. Un <strong>safari in mekoro</strong> è sicuramente un &#8220;must do&#8221; per tutti gli ospiti che visitano il delta dell&#8217;Okavango: le piroghe comandate da esperte guide locali, che con un lungo bastone spingono sul fondale per farsi strada tra i canneti, sono il metodo preferito per esplorare i corsi d&#8217;acqua. Le barche a motore invece operano solo sui canali più profondi e nelle lagune. Sulla terraferma delle isole principali vengono utilizzati i tradizionali veicoli 4×4 aperti per i safari. Anche i <strong>safari a piedi</strong> sono molto popolari nel Delta: la sensazione di essere a piedi nella natura selvaggia dell’Africa, per esplorarne la flora e la fauna, è un’esperienza straordinaria, da fare comunque sempre accompagnati da una guida esperta.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sudafrica premiato come destinazione sostenibile 2024</title>
		<link>https://territori.africa/sudafrica-premiato-come-destinazione-sostenibile-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Dec 2023 17:47:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Natura e paesaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Sudafrica news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Sudafrica ha ricevuto il prestigioso riconoscimento da parte della casa editrice "Lonely Planet" come destinazione sostenibile del 2024 </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La Lonely Planet, come ogni anno, ha pubblicato il suo libro “Best in Travel 2024” dove vengono indicate le destinazioni imperdibili in tutto il mondo da visitare l’anno successivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi è appassionato anche di storia, la “Lonely Planet” è nata nel 1973 quando Tony e Maureen Wheeler partirono per un viaggio da Londra fino a Melbourne percorrendo tutta l’Asia con diversi mezzi. Il viaggio durò circa un anno. Al loro ritorno decisero di scrivere una guida per incoraggiare le persone a fare lo stesso percorso dando dei consigli di tipo pratico e suggerimenti per vedere determinate cose e fare determinate esperienze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo questa prima esperienza, la coppia si stabilisce a Melbourne ed inizia a fare viaggi più approfonditi e dettagliati nel Sud-est asiatico, dando vita alla casa editrice che oggi è universalmente nota e conosciuta come una vera e propria bibbia delle destinazioni. Dal 1973, anno della fondazione, ha pubblicato più di 150 milioni di libri, tradotti in numerose lingue.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In occasione del suo 50° anno di attività, invece di promuovere le classiche 30 destinazioni, ne ha promosse ben 50, per celebrare proprio il suo anniversario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella guida, le destinazioni imperdibili vengono divise in classifiche: le 10 migliori destinazioni di viaggio sostenibili, le 10 migliori destinazioni convenienti, le 10 migliori città, le 10 migliori regioni e i 10 migliori paesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giuria chiamata ad esprimersi sulle classifiche è composta da esperti di viaggio e dagli autori delle guide turistiche più famose del mondo</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’interno della lista dei 10 migliori destinazioni di viaggio sostenibili da visitare nel 2024, gli esperti della casa editrice Lonely Planet hanno riconosciuto il Sudafrica &nbsp;come una delle migliori destinazione del 2024.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli esperti della Lonely Planet, il Sudafrica è stato selezionato perché “Con la biodiversità della Terra in una congiuntura precaria e un’impressionante serie di ecolodge impegnati nella sua protezione, ora è il momento di ammirare la bellezza selvaggia del Sud Africa. Trascorri notti stellate in glamping e, se sei fortunato, cammina tra giraffe e zebre come facevano una volta gli umani di un tempo. Questo luogo è un inno alla grandezza naturale: i pinguini si radunano in massa lungo la costa e l&#8217;arbusto fynbos infonde vita nelle colline del Capo Occidentale.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi di Territori Africa, da sempre appassionati della splendida natura africana e della meravigliosa fauna locale, proponiamo bellissimi viaggi di gruppo, itinerari overland (in comodi lodge oppure, per i più avventurosi, in camping), viaggi fly&amp;drive, oltre a diversi itinerari combinati con i paesi confinanti, e vi invitiamo a partecipare per poter conoscere questo splendido paese, la sua natura, i suoi parchi, la sua cultura, le sue tradizioni e la sua ospitale popolazione.</p>



<div class="wp-block-advgb-button aligncenter"><a class="wp-block-advgb-button_link advgbbtn-59aa01e7-5d2f-4636-9c1b-e76255adc7fe" href="https://territori.africa/destinazioni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span><strong>Scopri i nostri viaggi</strong></span></a></div>
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		<title>Le dune della Namibia</title>
		<link>https://territori.africa/le-dune-della-namibia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2022 14:12:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Namibia news]]></category>
		<category><![CDATA[Natura e paesaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un viaggio in Namibia è sicuramente una delle esperienze di viaggio più belle che possono essere fatte in Africa. Questo paese, infatti, non solo è una mèta interessante per osservare gli animali, ma anche un luogo dove i paesaggi acquistano [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un viaggio in Namibia è sicuramente una delle esperienze di viaggio più belle che possono essere fatte in Africa. Questo paese, infatti, non solo è una mèta interessante per osservare gli animali, ma anche un luogo dove i paesaggi acquistano un fascino tale, che a volte sembrano quasi dei dipinti, tanta è la magnificenza che emanano.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center" id="h-il-deserto-del-namib">Il deserto del Namib</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i meravigliosi paesaggi e attività che questo paese può offrire, scalare le dune del Deserto del Namib all’alba è una delle esperienze più belle ed indimenticabili di un viaggio in Namibia: il paesaggio è mozzafiato, con le dune color albicocca, ocra o rosse, a seconda del momento e della luce del giorno, in costante e silenzioso movimento grazie ai venti che spirano incessantemente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il deserto del Namib, considerato come uno dei deserti più antichi della terra e, allo stesso tempo, uno dei più accessibili del pianeta, occupa la parte costiera della Namibia occidentale, affacciata sull&#8217;Oceano Atlantico. Si estende dal fiume Hoanib a nord del paese fino alla città di Lüderitz&nbsp; nel sud, e dall&#8217;Oceano Atlantico a ovest fino a quella che viene comunemente definita la Scarpata del Namib a est. Da nord a sud l&#8217;estensione complessiva è di circa 1300 km mentre da est a ovest varia fra 100 e 200 km. La superficie complessiva si aggira intorno ai 55.000 km².</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle caratteristiche di questo deserto è la presenza di diversi tipi di dune, che rendono il paesaggio ancora più interessante. Esistono, infatti, dune definite paraboliche, (scolpite dal vento, ritenute le più stabili e quelle più ricche di vegetazione), dune trasversali, (che si trovano soprattutto lungo la costa e sono perpendicolari ai venti che prevalentemente soffiano da sud); dune lineari (che si formano grazie ai venti stagionali per cui cambiano la conformazione a seconda della direzione dei venti), dune a mezzaluna, (considerate le più mobili di tutte, le quali si spostano sempre in una unica direzione assumendo la caratteristica forma della mezzaluna), dune a stella, (esposte a tutti i venti e che si estendono in tutte le direzioni per cui, viste dall’alto, assumono la caratteristica conformazione a stella),e, infine, dune a collinetta, (le più piccole di tutte, che si formano di solito nei pressi dei corsi di acqua e sono delimitate dalla vegetazione esistente).</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1000" height="665" src="https://territori.africa/wp-content/uploads/2022/07/sm-articolo-dune-namibia1.jpg" alt="sm articolo dune namibia1" class="wp-image-12327"/><figcaption class="wp-element-caption"><sup>Panorama</sup></figcaption></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Namib meridionale è costituito da una cintura di dune fra le più alte e spettacolari al mondo, spesso caratterizzate da colori molto intensi, di tonalità comprese fra il rosa e l&#8217;arancione. Procedendo da sud verso nord, invece, la sabbia cede il posto al deserto sassoso e roccioso, che caratterizza quasi tutta l&#8217;area di altopiano situata a cavallo del Tropico del Capricorno. Il terreno in quest&#8217;area è in gran parte pianeggiante, ma non mancano formazioni montuose e canyon anche importanti, come il complesso sistema della Moon Valley. Sebbene il suolo sia in gran parte sassoso, le dune riappaiono in diversi luoghi, e sono particolarmente note quelle che si affacciano sull&#8217;oceano fra Walvis Bay e Swakopmund.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soprattutto nella parte settentrionale del deserto, l&#8217;interazione fra gli umidi e freddi venti oceanici, legati alla corrente del Benguela, (una corrente oceanica di acqua fredda che scorre dal Sudafrica verso nord) e l&#8217;aria più calda e secca proveniente dal deserto provoca nebbie intense. Tali nebbie sono state in passato responsabili di molti naufragi; non è un caso, infatti, che la parte nord del deserto viene chiamata Skeleton coast proprio a causa dei numerosi relitti di navi presenti, alcuni dei quali si trovano oggi a poche decine di metri dalla costa, a testimonianza del fatto che il deserto sta lentamente espandendosi verso il mare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista climatico, la caratteristica primaria del Namib è l&#8217;estrema scarsità di precipitazioni, oltretutto caratterizzate da un andamento stagionale poco prevedibile. La scarsità delle precipitazioni si riflette nella quasi totale assenza di acqua superficiale: i pochi corsi d&#8217;acqua sono quasi sempre secchi, e anche quando raccolgono acqua, il loro corso è bloccato dalle dune. Solo lo Swakop, (uno dei principali fiumi della Namibia) riesce, ma solo occasionalmente, a raggiungere l&#8217;Oceano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il deserto è in gran parte disabitato, ma vi sono alcuni insediamenti specialmente nella zona di Sesriem, nei pressi della famosa valle di Sossusvlei ovvero Swakopmund, Lüderitz e Walvis Bay. Questi insediamenti si mantengono grazie al turismo e al commercio delle materie prime estratte nella zona, principalmente diamanti, tungsteno e sale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="665" src="https://territori.africa/wp-content/uploads/2022/07/sm-articolo-dune-namibia2.jpg" alt="sm articolo dune namibia2" class="wp-image-12328"/><figcaption class="wp-element-caption"><sup>La duna 45</sup></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il parco nazionale di Namib-Naukluft è un&#8217;area naturale protetta situata all’interno del deserto del Namib. Con un&#8217;estensione totale di circa 49.000 km², il Namib-Naukluft è la più grande riserva faunistica dell&#8217;Africa ed è il quarto più grande parco nazionale del mondo. Comprende una vasta porzione del deserto del Namib e parte dei Monti Naukluft. È all’interno del parco che ci sono i luoghi di maggiore interesse turistico dell’intera zona: Sossusvlei, in particolare, è senza dubbio il posto più noto in assoluto per esplorare il deserto del Namib.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nome Sossusvlei, in senso proprio, si riferisce a una pozza d&#8217;acqua effimera circondata da alte dune, situata nel Namib meridionale. Il nome viene usato normalmente in senso esteso per indicare tutta l&#8217;area circostante, che rappresenta la più celebre località del Parco nazionale di Namib-Naukluft ed è considerata la principale meta turistica della Namibia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il paesaggio della zona di Sossusvlei è caratterizzato da dune di sabbia dai colori intensi, compresi fra il rosa e l&#8217;arancione. Tale colorazione è dovuta alla composizione ferrosa della sabbia e alla sua ossidazione; le dune più antiche sono quelle dal colore rosso più intenso. Diverse dune dell&#8217;area di Sossusvlei superano i 200 metri di altezza rispetto al suolo circostante, e si classificano fra le più alte del mondo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="665" src="https://territori.africa/wp-content/uploads/2022/07/sm-articolo-dune-namibia3.jpg" alt="sm articolo dune namibia3" class="wp-image-12329"/><figcaption class="wp-element-caption"><sup>Sossusvlei</sup></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le dune più grandi e più stabili sono parzialmente coperte da vegetazione arbustiva o erbosa. Il territorio è attraversato da diversi corsi d&#8217;acqua effimeri, che in alcuni punti formano pozze d&#8217;acqua anch&#8217;esse effimere; tali pozze prendono il nome generale di vlei (traducibile come &#8220;pantano&#8221; o &#8220;acquitrino&#8221;). Il fondo di queste pozze, asciutto per gran parte dell&#8217;anno (e talvolta per interi anni) assume, a causa della composizione salina, un caratteristico colore bianco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Sossusvlei si accede attraverso Sesriem, un piccolo centro dove si trovano gli uffici che rilasciano i biglietti d&#8217;ingresso al Parco nazionale di Namib-Naukluft. Sesriem è uno dei pochi cancelli del parco, che, per la grande parte del territorio, è direttamente accessibile (o addirittura attraversato) dalle strade statali. Passati i cancelli, si procede su strada asfaltata per circa 60 km, fino alla zona di Sossusvlei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sossusvlei dista dal parcheggio altri 6 km. È un pianoro di forma grosso modo ellittica, coperto da una crosta di sabbia salina indurita e screpolata. Il pianoro è il fondo di un lago quasi sempre asciutto, ed è stato modellato attraverso i millenni dalle acque del fiume Tsauchab. Il fiume, secco per la gran parte dell&#8217;anno, si riempie d&#8217;acqua solo in occasione di piogge particolarmente intense; in queste occasioni, può accadere che la piana di Sossusvlei venga addirittura alluvionata. Tuttavia il fenomeno non ha luogo tutti gli anni, tanto che una delle ultime alluvioni avvenne nell’ormai lontano 1997.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="665" src="https://territori.africa/wp-content/uploads/2022/07/sm-articolo-dune-namibia5.jpg" alt="sm articolo dune namibia5" class="wp-image-12331"/><figcaption class="wp-element-caption"><sup>Deadvlei</sup></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Intorno al vlei si innalzano in ogni direzione alte dune arancioni, che ospitano una vegetazione di cespugli, erba, e qualche albero. Oltre a Sossusvlei, ci sono anche altri punti rinomati dal punto di vista turistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Duna di Elim. </strong>La <strong>Duna di Elim</strong> si trova a circa 5 km da Sesriem; vi si arriva da una deviazione che parte dalla strada principale che congiunge Sesriem a Sossusvlei. &#8220;Elim&#8221; era il nome di una fattoria che si trovava un tempo in questa zona, prima che il terreno venisse annesso al parco nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Duna 45. </strong>La <strong>Duna 45</strong> è stata chiamata così perché si trova al 45º km della strada che conduce da Sesriem a Sossusvlei. Informalmente, la 45 viene definita &#8220;la duna più fotografata del mondo&#8221;; si tratta infatti di una duna dalla forma particolarmente semplice ed elegante, e situata presso la strada principale per Sossusvlei, e quindi costituisce una tappa obbligata degli itinerari turistici nella zona. La duna è alta circa 105 metri (rispetto all&#8217;altopiano circostante), e dato il profilo relativamente poco ripido può essere scalata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Big Daddy</strong>. <strong>Big Daddy</strong> è la più alta duna dell&#8217;area di Sossusvlei e del mondo; è alta circa 390 metri (naturalmente l&#8217;altezza esatta, trattandosi di una duna di sabbia, è variabile). La Big Daddy si trova all&#8217;estremità del percorso che conduce da Sossusvlei a Deadvlei; si trova di fronte a un&#8217;altra duna imponente, denominata <strong>Big Mama</strong>. Nell&#8217;area di Sossusvlei si trovano diverse altre dune di altezza superiore ai 300 metri; la Duna 9, per esempio, è alta circa 350 metri.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="665" src="https://territori.africa/wp-content/uploads/2022/07/sm-articolo-dune-namibia4.jpg" alt="sm articolo dune namibia4" class="wp-image-12330"/><figcaption class="wp-element-caption"><sup>Finalmente in cima!</sup></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Deadvlei. Deadvlei</strong> è una depressione caratterizzata da un suolo di sabbia bianca, simile a Sossusvlei; si trova a circa 2 km di strada da Sossusvlei. Il percorso fra le due aree si può fare a piedi, camminando sulle dune, o utilizzando la navetta. &nbsp;In passato Deadvlei era un&#8217;oasi di acacie; in seguito, il fiume che alimentava l&#8217;oasi mutò il proprio corso in seguito al movimento delle dune. A questa storia si deve l&#8217;elemento più caratteristico di Deadvlei, ovvero un grande numero di alberi morti di acacia, che hanno assunto col tempo un colore molto scuro che contrasta col bianco del suolo e l&#8217;arancione delle dune. Per questo motivo, Deadvlei è uno dei luoghi maggiormente fotografati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Hiddenvlei</strong>. <strong>Hiddenvlei </strong>è il terzo vlei più famoso dell&#8217;area. Si trova a circa 2 km dal parcheggio, ed è la meta meno frequentata dai turisti. La passeggiata, molto panoramica, può essere impegnativa soprattutto nelle ore centrali della giornata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Petrified Dunes</strong>. Le &#8220;dune pietrificate&#8221; o &#8220;dune fossili&#8221; si trovano al di fuori del parco, circa 60 km prima dell&#8217;ingresso di Sesriem, sulla strada che congiunge Sesriem e la vicina località di Solitaire. Come dice il nome, si tratta di un sistema di dune molto antiche, la cui sabbia si è pietrificata nell&#8217;arco di milioni di anni. Rappresentano il punto di arrivo del ciclo evolutivo delle dune di Sossusvlei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sicuramente, se si vuole effettuare un viaggio in questa parte del continente africano, la Namibia dovrebbe essere considerata come un vero e proprio “must”, un viaggio all’interno del deserto più antico del mondo dove poter scalare dune che vengono modellate giorno dopo giorno solo dalla sapiente mano della natura e dove riempirsi gli occhi di panorami e colori che, ne siamo certi, lasceranno ricordi indelebili ad ogni viaggiatore.</p>



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